Laurea più richiesta non significa automaticamente “laurea migliore per tutti”. Significa, più correttamente, percorso universitario capace di intercettare una domanda reale del mercato del lavoro, offrire sbocchi coerenti e permettere allo studente di costruire competenze spendibili. Oggi le aree più richieste in Italia sono soprattutto economia, insegnamento e formazione, sanità e professioni paramediche, ingegneria, informatica, tecnologie digitali e percorsi collegati ai servizi alla persona.
La scelta dell’università non dovrebbe basarsi solo sulla classifica delle lauree con più lavoro. Un corso può avere ottimi dati occupazionali, ma diventare difficile da sostenere se lo studente non ha interesse, metodo o motivazione. La decisione più solida nasce dall’incontro tra domanda del mercato, attitudini personali, competenze da sviluppare e tipo di vita professionale desiderata.
Qual è la laurea più richiesta oggi?
La laurea più richiesta oggi, secondo il quadro Unioncamere-Excelsior 2025, è quella dell’indirizzo economico, seguita dall’area insegnamento e formazione e dall’indirizzo sanitario e paramedico. Questo dato misura la domanda programmata dalle imprese private e aiuta a capire quali competenze vengono cercate con più frequenza nel mercato del lavoro italiano.
Questo non significa che economia sia sempre la scelta migliore per ogni studente. Significa che le competenze economiche, gestionali, amministrative, finanziarie e organizzative sono trasversali a molti settori: aziende, consulenza, banche, assicurazioni, pubblica amministrazione, marketing, controllo di gestione, risorse umane e project management.
Quando si parla di lauree più richieste, bisogna distinguere almeno tre criteri:
- domanda delle imprese, cioè quanti laureati vengono cercati;
- tasso di occupazione, cioè quanti laureati lavorano dopo il titolo;
- qualità del lavoro, cioè coerenza con gli studi, contratto, retribuzione e prospettive.
Una laurea può essere molto richiesta in termini numerici, ma non sempre garantire automaticamente un lavoro coerente o ben pagato. Per questo la scelta deve essere fatta leggendo i dati in modo intelligente, non copiando una classifica.
Laurea più richiesta e laurea più prestigiosa non sono la stessa cosa
La laurea più richiesta è quella che risponde a un fabbisogno concreto di figure professionali. La laurea più prestigiosa, invece, è spesso legata alla reputazione sociale, alla difficoltà percepita o alla tradizione di una professione. Medicina, Giurisprudenza e Ingegneria sono spesso considerate lauree prestigiose, ma il prestigio da solo non basta per scegliere bene.
Oggi il valore di una laurea dipende sempre di più dalla sua capacità di trasformarsi in competenze. Un percorso universitario è forte quando permette allo studente di imparare a ragionare, risolvere problemi, comunicare, usare strumenti digitali, interpretare dati e adattarsi a contesti diversi.
La vera domanda, quindi, non è solo “qual è la laurea più richiesta?”, ma “quale laurea richiesta dal mercato è coerente con il mio profilo?”. Questa domanda è più utile perché tiene insieme occupabilità, motivazione e sostenibilità del percorso.
I dati da conoscere prima di scegliere l’università
Prima di scegliere un corso di laurea, è utile guardare i dati con attenzione. Secondo Unioncamere-Excelsior, nel 2025 le imprese private richiedono complessivamente 673 mila laureati su 5,807 milioni di ingressi programmati. Questo significa che l’11,6% dei posti programmati dalle imprese è destinato a persone laureate.
AlmaLaurea offre un secondo punto di vista: non misura solo la domanda delle imprese, ma osserva la condizione occupazionale dei laureati a uno, tre e cinque anni dal titolo. Il Rapporto 2025 ha coinvolto 690 mila laureati di 81 atenei e fotografa l’ingresso nel mercato del lavoro in tempi diversi dopo la laurea.
I dati AlmaLaurea mostrano che, a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione raggiunge il 78,6% sia tra i laureati di primo livello sia tra quelli di secondo livello. A cinque anni, il tasso resta molto elevato: 92,8% per i laureati di primo livello e 89,7% per quelli di secondo livello.
Questi numeri dicono una cosa importante: la laurea continua ad avere un valore occupazionale, ma la differenza tra un percorso e l’altro dipende da specializzazione, competenze pratiche, territorio, esperienze svolte durante gli studi e capacità di orientarsi nel mercato.
Le lauree più richieste: classifica ragionata per area
Una classifica utile delle lauree più richieste non deve limitarsi a elencare facoltà. Deve spiegare perché un percorso è richiesto, quali competenze sviluppa e quali sbocchi può offrire. Le aree più forti sono quelle che rispondono a bisogni stabili o in crescita: gestione economica, salute, istruzione, tecnologia, dati, sostenibilità e servizi alla persona.
| Area di laurea | Perché è richiesta | Sbocchi principali |
|---|---|---|
| Economia, management e statistica | Competenze trasversali per aziende, finanza, amministrazione e dati. | Controllo di gestione, consulenza, marketing, HR, finanza. |
| Insegnamento e formazione | Bisogno di educatori, docenti, formatori e figure nei servizi educativi. | Scuola, formazione, servizi educativi, progettazione didattica. |
| Sanità e professioni paramediche | Domanda legata a salute, assistenza, territorio e invecchiamento della popolazione. | Professioni sanitarie, strutture cliniche, servizi alla persona. |
| Ingegneria | Innovazione, industria, energia, infrastrutture e transizione digitale. | Industria, progettazione, energia, automazione, consulenza tecnica. |
| Informatica e ICT | Digitalizzazione, cybersecurity, software, dati e intelligenza artificiale. | Sviluppo software, data analysis, sicurezza informatica, sistemi. |
| Scienze della formazione e psicologia | Crescita dei bisogni educativi, inclusione, benessere e supporto alla persona. | Educazione, orientamento, HR, servizi sociali, benessere organizzativo. |
| Giurisprudenza e area politico-sociale | Normativa, compliance, pubblica amministrazione, relazioni internazionali e consulenza. | Avvocatura, concorsi, compliance, amministrazione, policy. |
Questa tabella va letta come una mappa, non come una sentenza. Ogni area può portare a percorsi molto diversi. Economia può significare finanza quantitativa o gestione delle risorse umane; ingegneria può portare all’automazione, all’ambiente o all’informatica; sanità può significare medicina, infermieristica, fisioterapia, logopedia o tecniche di laboratorio.
Economia: perché è una delle lauree più richieste
Economia è una delle lauree più richieste perché offre competenze spendibili in molti contesti. Ogni organizzazione, pubblica o privata, ha bisogno di persone capaci di leggere bilanci, gestire costi, analizzare mercati, organizzare processi, interpretare dati e prendere decisioni economiche.
Il punto forte dell’area economica è la versatilità. Chi studia economia può orientarsi verso amministrazione, finanza, controllo di gestione, marketing, consulenza, risorse umane, project management, sostenibilità aziendale o analisi dei dati. Questa ampiezza rende il percorso interessante, ma richiede anche una scelta consapevole degli esami, dei tirocini e delle competenze integrative.
Una laurea economica diventa più competitiva quando lo studente affianca al piano di studi competenze digitali, inglese, Excel avanzato, strumenti di data analysis, conoscenza dei mercati e capacità comunicative. In altre parole, non basta “fare economia”: bisogna costruire un profilo riconoscibile.
Insegnamento e formazione: una domanda spesso sottovalutata
L’area insegnamento e formazione è tra le più richieste perché scuola, servizi educativi, formazione aziendale e apprendimento permanente hanno bisogno di figure competenti. Non si tratta solo di diventare docenti: questo ambito comprende educatori, formatori, progettisti didattici, tutor, orientatori e professionisti dell’apprendimento.
Questa area è particolarmente importante perché risponde a bisogni sociali continui. Bambini, adolescenti, adulti, lavoratori e persone in riqualificazione hanno bisogno di percorsi educativi sempre più personalizzati. La formazione, oggi, non finisce con la scuola o l’università: accompagna tutta la vita professionale.
Per uno studente interessato a insegnamento e formazione, è importante capire presto quali requisiti saranno necessari per il profilo desiderato. Alcuni sbocchi richiedono laurea magistrale, abilitazioni, concorsi o specializzazioni. La domanda c’è, ma va trasformata in un percorso ordinato.
Sanità e professioni paramediche: lauree richieste perché legate a bisogni essenziali
Le lauree sanitarie e paramediche sono richieste perché rispondono a bisogni essenziali: salute, prevenzione, cura, riabilitazione, assistenza e servizi territoriali. In una società che invecchia e richiede più attenzione alla salute, le professioni sanitarie mantengono una forte rilevanza.
Questa area non riguarda solo Medicina. Comprende infermieristica, fisioterapia, logopedia, tecniche di radiologia, ostetricia, igiene dentale, tecniche di laboratorio biomedico e molte altre professioni. Molti percorsi sono regolati da test d’accesso, tirocini obbligatori e abilitazione professionale.
La sanità può offrire sbocchi solidi, ma richiede motivazione autentica. Non basta scegliere una laurea sanitaria perché “dà lavoro”: servono resistenza emotiva, precisione, capacità relazionale e disponibilità a studiare in modo continuo.
Ingegneria: una laurea richiesta nei settori che cambiano
Ingegneria resta una delle aree più forti perché collega competenze matematiche, scientifiche e progettuali a problemi concreti. Le imprese cercano ingegneri per energia, ambiente, automazione, infrastrutture, industria, produzione, meccanica, elettronica, gestionale, informazione e trasformazione digitale.
Il vantaggio di ingegneria è che forma una mentalità orientata alla soluzione dei problemi. Questa capacità è utile anche fuori dai ruoli tecnici tradizionali: consulenza, project management, logistica, operations, data analysis e innovazione aziendale valorizzano molto profili con impostazione ingegneristica.
Il percorso è impegnativo e richiede basi solide in matematica, fisica e logica. Per questo, chi arriva dalle superiori con lacune importanti dovrebbe lavorare sul metodo prima di iniziare l’università. Per prepararsi ai test e ai primi esami, può essere utile un percorso di ripetizioni per scuole superiori o di preparazione TOLC, soprattutto se l’obiettivo è entrare in un corso tecnico-scientifico.
Informatica, ICT e data science: lauree richieste dalla trasformazione digitale
Informatica, ICT, data science e cybersecurity sono tra le aree più strategiche perché la digitalizzazione attraversa tutti i settori. Banche, ospedali, industrie, scuole, pubbliche amministrazioni, e-commerce e servizi digitali hanno bisogno di software, sicurezza, infrastrutture, dati e automazione.
La forza di questi percorsi è la spendibilità delle competenze. Programmare, analizzare dati, proteggere sistemi, progettare applicazioni, gestire reti o comprendere modelli di intelligenza artificiale sono abilità richieste in contesti molto diversi.
Chi sceglie questa area deve però sapere che il titolo da solo non basta. Portfolio, progetti, stage, certificazioni, inglese tecnico e capacità di aggiornarsi sono spesso decisivi. Informatica è una laurea richiesta perché il settore corre veloce; proprio per questo richiede apprendimento continuo.
Psicologia e scienze della formazione: richieste, ma da leggere bene
Psicologia e scienze della formazione sono aree sempre più rilevanti perché intercettano bisogni legati a benessere, educazione, inclusione, orientamento, sviluppo personale, gestione delle relazioni e supporto nei contesti scolastici o organizzativi.
Bisogna però distinguere tra interesse sociale e percorso professionale. Psicologia, ad esempio, richiede una progettazione lunga: laurea, tirocinio, abilitazione, eventuale scuola di specializzazione e costruzione graduale dell’esperienza. Scienze della formazione può avere sbocchi più diretti in alcuni ambiti educativi, ma anche qui è importante capire quali ruoli richiedono titoli specifici.
Queste lauree possono essere molto valide quando lo studente ha una motivazione forte e una visione chiara degli sbocchi. Diventano più fragili quando vengono scelte solo perché “piacciono le persone” o perché sembrano meno tecniche. Anche in questi percorsi servono metodo, studio serio e capacità di costruire competenze pratiche.
Giurisprudenza, scienze politiche e area sociale: quando sono ancora scelte valide
Giurisprudenza, scienze politiche, relazioni internazionali e area politico-sociale non vanno escluse solo perché non sempre compaiono in cima alle classifiche più immediate. Sono percorsi che possono avere valore quando vengono collegati a obiettivi chiari: concorsi pubblici, avvocatura, compliance, consulenza del lavoro, privacy, diritto digitale, relazioni internazionali, terzo settore, comunicazione istituzionale o pubblica amministrazione.
Il rischio di queste lauree è la genericità. Un percorso giuridico o politico-sociale diventa più forte quando lo studente costruisce una specializzazione: diritto del lavoro, diritto dell’impresa, diritto europeo, cybersecurity law, sostenibilità, politiche pubbliche, cooperazione internazionale o gestione amministrativa.
Per scegliere questi corsi serve una domanda onesta: quale professione voglio rendere possibile con questa laurea? Se la risposta è vaga, conviene approfondire prima di iscriversi.
Laurea triennale o magistrale: cosa cambia per trovare lavoro
La laurea triennale può essere sufficiente in alcuni ambiti, soprattutto quando prepara a professioni tecniche, sanitarie, digitali o operative. In altri casi, invece, la magistrale è quasi necessaria per avere sbocchi più coerenti, accedere a ruoli qualificati o completare il profilo.
La differenza non è solo formale. La triennale spesso dà una base, mentre la magistrale permette di specializzarsi. In economia, ad esempio, una magistrale può orientare verso finanza, marketing, data analysis o management. In psicologia è indispensabile per il percorso professionale. In ingegneria può aprire a ruoli più progettuali o manageriali.
AlmaLaurea mostra che a cinque anni dal titolo i tassi occupazionali restano elevati sia per i laureati di primo livello sia per quelli di secondo livello, ma la qualità del lavoro dipende anche dalla coerenza tra studi e professione, dal settore e dal percorso costruito durante l’università.
Le lauree più richieste sono anche le più pagate?
Non sempre. Una laurea può essere molto richiesta perché ci sono tanti posti disponibili, ma non necessariamente essere la più pagata. La retribuzione dipende da settore, ruolo, territorio, esperienza, contratti, competenze digitali, conoscenza dell’inglese e capacità di negoziare o crescere nel tempo.
Secondo AlmaLaurea 2025, a un anno dal titolo la retribuzione mensile netta media è pari a 1.492 euro per i laureati di primo livello e 1.488 euro per quelli di secondo livello. A cinque anni, la media sale a 1.770 euro per i laureati di primo livello e 1.847 euro per quelli di secondo livello.
Questo dato è utile perché ridimensiona un errore comune: scegliere una laurea solo per lo stipendio atteso. La retribuzione iniziale conta, ma conta anche la crescita possibile. Alcuni percorsi partono più lentamente ma migliorano con specializzazioni, esperienza, concorsi o libera professione. Altri danno inserimento rapido, ma richiedono aggiornamento continuo per crescere.
Il problema del mismatch: quando la laurea non viene usata davvero
Scegliere una laurea richiesta non elimina il rischio di mismatch, cioè il disallineamento tra studi e lavoro svolto. AlmaLaurea segnala che, tra gli occupati a un anno dal titolo, oltre il 30% non utilizza in misura elevata le competenze acquisite all’università e svolge un lavoro per cui il titolo non è formalmente richiesto; il fenomeno riguarda il 39,3% dei laureati di primo livello e il 31,9% dei laureati di secondo livello.
Questo passaggio è fondamentale per chi deve scegliere l’università. Non basta entrare in un corso “richiesto”: bisogna costruire un profilo coerente. Tirocini, esami opzionali, progetti, lingue, esperienze all’estero, certificazioni e networking possono ridurre il rischio di finire in un lavoro poco collegato al percorso scelto.
La laurea più richiesta, quindi, non è solo quella con più annunci di lavoro. È quella che, nel tuo caso, può diventare una combinazione riconoscibile di titolo, competenze, esperienze e obiettivi.
Come scegliere la laurea giusta senza farsi guidare solo dalle classifiche
Scegliere la laurea giusta significa fare una valutazione su più livelli. Le classifiche aiutano, ma non sostituiscono l’orientamento personale. Un corso universitario dura anni, richiede energia mentale e può influenzare le prime scelte professionali: per questo va scelto con dati, ma anche con lucidità personale.
Prima di decidere, conviene valutare:
- interesse reale per le materie, non solo per il lavoro finale;
- difficoltà del corso rispetto alle proprie basi;
- sbocchi concreti dopo triennale e magistrale;
- test d’ingresso o numero programmato;
- possibilità di tirocinio, stage e laboratori;
- richiesta del mercato nel territorio o nel settore desiderato;
- coerenza con il proprio modo di lavorare e vivere.
Dopo questa valutazione, la domanda diventa più concreta: non “quale laurea dà lavoro?”, ma “quale percorso posso sostenere bene e trasformare in competenze richieste?”. Questa è la domanda che riduce il rischio di scelta impulsiva.
Se sei indeciso tra due lauree
Essere indecisi tra due lauree è normale, soprattutto quando entrambe sembrano interessanti. In questi casi non conviene scegliere solo in base al nome del corso. È più utile confrontare esami, sbocchi, modalità di studio, test d’ingresso e professioni reali collegate.
Un metodo pratico è prendere i piani di studio dei due corsi e confrontare gli esami del primo anno. Spesso la scelta diventa più chiara quando si vede cosa si studierà davvero. Se uno studente dice di voler fare economia ma non sopporta matematica, statistica o bilancio, deve saperlo prima. Se pensa a ingegneria ma ha basi fragili in matematica e fisica, deve prepararsi in anticipo.
In questa fase può essere utile leggere guide di orientamento come cosa fare dopo la Maturità e, se serve, lavorare sul metodo di studio prima dell’inizio dell’università. Una scelta universitaria è più serena quando lo studente non sceglie in emergenza, ma con una mappa chiara.
Come prepararsi a una laurea richiesta ma impegnativa
Le lauree più richieste sono spesso anche impegnative. Medicina, professioni sanitarie, ingegneria, informatica, economia quantitativa, data science e percorsi scientifici richiedono metodo, costanza e capacità di affrontare argomenti complessi.
Prepararsi prima dell’inizio dell’università può fare la differenza. Chi deve affrontare un TOLC, un test di medicina, un corso scientifico o un primo anno molto selettivo dovrebbe lavorare su tre aree: basi disciplinari, logica e metodo di studio. Il primo semestre universitario è spesso difficile non perché lo studente non sia capace, ma perché non è abituato al ritmo, alla quantità e all’autonomia richiesti.
Per questo Mentor offre supporto sia nella fase di passaggio dalle superiori all’università sia durante il percorso universitario, con ripetizioni universitarie online e percorsi mirati per gestire esami, tempo e complessità dello studio.
Quale laurea scegliere se vuoi lavorare presto
Se l’obiettivo principale è lavorare presto, conviene guardare ai percorsi con competenze professionalizzanti, tirocini, accesso a professioni regolamentate o forte domanda tecnica. Professioni sanitarie, informatica, ingegneria, economia applicata e alcuni percorsi educativi possono offrire inserimenti più diretti, ma molto dipende dal corso specifico e dal territorio.
Lavorare presto non significa scegliere il percorso più facile. Significa scegliere un corso con sbocchi chiari, competenze verificabili e contatto con il mondo professionale. Un tirocinio ben scelto, un progetto pratico o una certificazione possono contare molto nei primi colloqui.
La scelta migliore per lavorare presto è quella che unisce tre elementi: domanda reale, competenze operative e motivazione personale. Se manca uno di questi tre elementi, anche una laurea molto richiesta può diventare meno efficace.
Quale laurea scegliere se vuoi crescere nel lungo periodo
Se l’obiettivo è crescere nel lungo periodo, non bisogna guardare solo al primo impiego. Bisogna valutare quanto il percorso permette di evolvere, specializzarsi, cambiare settore o accedere a ruoli più qualificati. Ingegneria, economia, medicina, informatica, giurisprudenza, psicologia e percorsi scientifici possono offrire crescite importanti, ma spesso richiedono anni di formazione, esperienza o abilitazioni.
Una laurea orientata al lungo periodo deve sviluppare competenze solide, non solo immediate. Saper analizzare problemi, interpretare dati, scrivere bene, parlare in pubblico, lavorare in gruppo e usare strumenti digitali può essere decisivo anche più del singolo esame.
Nel lungo periodo vince chi continua a imparare. La laurea apre la porta, ma il percorso professionale si costruisce con aggiornamento, esperienze, scelte coerenti e capacità di adattarsi.
Errori da evitare quando scegli la laurea più richiesta
Il primo errore è scegliere solo perché “quella laurea dà lavoro”. Nessun corso garantisce automaticamente un futuro professionale se viene affrontato senza interesse, senza metodo o senza una strategia. Il secondo errore è scegliere solo per prestigio sociale, ignorando il contenuto reale degli esami e il tipo di vita lavorativa che seguirà.
Gli errori più frequenti sono:
- scegliere in base alla moda del momento;
- confondere prestigio e occupabilità;
- non leggere il piano di studi;
- ignorare test d’ingresso e requisiti;
- non valutare la difficoltà delle materie;
- sottovalutare l’importanza di inglese, digitale e tirocini;
- rimandare l’orientamento fino all’ultimo.
Evitare questi errori non significa trovare la scelta perfetta. Significa fare una scelta più consapevole, più sostenibile e più coerente con il proprio profilo.
Conclusione: la laurea più richiesta è quella che sai trasformare in competenze
La laurea più richiesta oggi è collegata soprattutto alle aree economiche, formative, sanitarie, ingegneristiche, informatiche e digitali. I dati aiutano a leggere il mercato, ma non devono sostituire la conoscenza di sé. Una scelta universitaria funziona quando unisce opportunità professionali, interesse reale, metodo di studio e capacità di costruire esperienze durante il percorso.
Il modo migliore per scegliere non è chiedersi solo quale laurea offra più lavoro, ma quale percorso permetta di sviluppare competenze forti, riconoscibili e coerenti con il futuro desiderato. La laurea più richiesta può aprire porte importanti, ma è lo studente a trasformarla in un progetto.
Per chi deve affrontare test d’ingresso, TOLC, primi esami o passaggio dalle superiori all’università, un supporto mirato può aiutare a costruire metodo e sicurezza. Con Mentor, lo studio non è solo preparazione agli esami: è un percorso per diventare più autonomi, organizzati e pronti alle scelte future.
FAQ sulla laurea più richiesta
Qual è la laurea più richiesta in Italia?
Guardando ai dati Unioncamere-Excelsior 2025, l’indirizzo economico è tra i più richiesti dalle imprese, seguito da insegnamento e formazione e dall’area sanitaria e paramedica. Restano molto forti anche ingegneria, informatica, ICT e percorsi STEM, soprattutto per digitalizzazione, innovazione e transizione energetica.
Quale laurea dà più possibilità di trovare lavoro?
Le lauree con più possibilità di lavoro sono spesso quelle collegate a economia, ingegneria, informatica, sanità, formazione e competenze digitali. Tuttavia, l’occupabilità dipende anche da specializzazione, territorio, stage, inglese, competenze pratiche e capacità dello studente di costruire un profilo professionale coerente.
È meglio scegliere una laurea richiesta o una laurea che piace?
La scelta migliore nasce dall’equilibrio tra interesse personale e domanda del mercato. Una laurea molto richiesta può diventare pesante se lo studente non è motivato; una laurea scelta solo per passione può essere rischiosa se non vengono valutati sbocchi e competenze richieste. Bisogna cercare l’incrocio tra attitudine, sostenibilità e opportunità.
Economia è davvero la laurea più richiesta?
Economia è una delle aree più richieste perché forma competenze trasversali utili in aziende, consulenza, finanza, amministrazione, marketing e gestione. Il suo valore aumenta quando lo studente integra il percorso con competenze digitali, analisi dei dati, inglese, stage e specializzazioni coerenti.
Le lauree STEM sono ancora le migliori per trovare lavoro?
Le lauree STEM restano molto forti perché rispondono a bisogni legati a tecnologia, industria, energia, dati, automazione e innovazione. Non sono però adatte a tutti: richiedono basi solide, metodo e interesse reale per discipline scientifiche, matematiche o tecniche.
Quale laurea scegliere se non so cosa fare?
Se non sai cosa fare, non partire dalla classifica. Parti da tre analisi: materie che ti interessano davvero, lavori che ti immagini di fare e competenze richieste dal mercato. Poi confronta i piani di studio dei corsi, parla con studenti o professionisti e valuta test d’ingresso, sbocchi e difficoltà reali.
Le lauree più richieste sono anche le più pagate?
Non sempre. Una laurea può essere molto richiesta perché ci sono molti posti disponibili, ma lo stipendio dipende da settore, ruolo, territorio, esperienza e competenze specifiche. In generale, percorsi tecnici, digitali, ingegneristici, economici e medico-sanitari possono offrire buone prospettive, ma la crescita dipende dal profilo costruito nel tempo.
Serve la laurea magistrale per trovare lavoro?
Dipende dal settore. In alcune aree la triennale può bastare per iniziare a lavorare, soprattutto se è professionalizzante o tecnica. In altri ambiti, come psicologia, alcuni ruoli economici avanzati, ricerca, insegnamento o professioni regolamentate, la magistrale o ulteriori abilitazioni possono essere necessarie.



