Prepararsi alla Maturità 2026 a maggio significa fare una cosa molto precisa: smettere di studiare “a caso” e iniziare a lavorare con un piano. La prima prova scritta è fissata per giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30, come indicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, e la seconda prova sarà dedicata alla disciplina caratterizzante dell’indirizzo, con Latino al Liceo Classico e Matematica al Liceo Scientifico tra le materie già pubblicate dal MIM.
Alla data di oggi, 4 maggio 2026, mancano circa 6 settimane e 3 giorni all’inizio dell’esame. È poco tempo, ma è ancora abbastanza per recuperare metodo, sicurezza e continuità. In Mentor lavoriamo proprio su questo: aiutiamo studenti e famiglie a trasformare l’ansia della Maturità in un percorso guidato, con obiettivi settimanali chiari e un supporto personalizzato attraverso la nostra preparazione Maturità online con Mentor
Quanto manca alla Maturità 2026 e cosa fare subito
Quando mancano poche settimane alla Maturità, il primo errore è pensare di dover “ripassare tutto”. Non è realistico e, soprattutto, non è efficace. In questa fase serve capire cosa conta davvero: consolidare gli argomenti più probabili, allenarsi sulle prove scritte e preparare un orale coerente, collegato e sicuro.
La prima cosa che consigliamo è fare una fotografia onesta della situazione. Uno studente di quinta dovrebbe chiedersi quali materie conosce bene, quali argomenti non ha mai davvero capito e quali prove gli creano più tensione. Da qui nasce il piano.
Le priorità immediate sono:
- verificare il programma effettivamente svolto in classe;
- controllare le discipline della seconda prova e del colloquio sul sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito;
- raccogliere verifiche, simulazioni, appunti e griglie di valutazione;
- creare un calendario settimanale realistico;
- iniziare subito ad alternare ripasso teorico ed esercitazione pratica.
Questo approccio evita due estremi molto comuni: studiare solo ciò che piace e trascurare ciò che pesa di più all’esame, oppure passare intere giornate sui libri senza verificare se si sa davvero scrivere, risolvere, esporre e collegare.
Piano di studio per le ultime 6 settimane prima della Maturità 2026
Un buon piano di studio per la Maturità 2026 non deve essere perfetto, deve essere sostenibile. In queste settimane non serve organizzare giornate impossibili da dieci ore, perché portano stanchezza e calo di concentrazione. Serve invece costruire una routine stabile, con blocchi di studio mirati e momenti di verifica.
Noi consigliamo di dividere le ultime 6 settimane in tre fasi: recupero, consolidamento e simulazione.
Settimane 1-2: recupero e ordine
Nelle prime due settimane bisogna mettere ordine nel materiale. È il momento di capire cosa manca, cosa va recuperato e quali argomenti richiedono un intervento immediato.
In questa fase lo studente dovrebbe dedicarsi a:
- completare mappe e schemi delle materie principali;
- ripassare gli argomenti fondamentali della seconda prova;
- scrivere almeno una traccia di prima prova a settimana;
- individuare 5-7 macrotemi utili per l’orale;
- chiedere aiuto dove ci sono lacune evidenti.
Il recupero deve essere selettivo. Se uno studente del Classico ha difficoltà nella traduzione di Latino, non basta rileggere la grammatica: deve tradurre, correggere e capire gli errori ricorrenti. Se uno studente dello Scientifico teme Matematica, non deve limitarsi a guardare soluzioni già svolte: deve allenarsi su problemi e quesiti, simulando il tempo della prova.
Per questo può essere utile attivare subito un percorso mirato di ripetizioni , soprattutto quando la difficoltà riguarda una materia centrale o una prova scritta.
Settimane 3-4: consolidamento e metodo d’esame
La terza e la quarta settimana sono quelle decisive. Qui non si tratta più solo di ripassare, ma di trasformare le conoscenze in prestazione d’esame. La differenza è importante: sapere un argomento non significa automaticamente saperlo usare in una traccia, in un problema o in un colloquio.
Il lavoro deve concentrarsi su tre aspetti:
- esercitazioni scritte con tempo controllato;
- esposizione orale ad alta voce;
- collegamenti interdisciplinari semplici ma solidi.
In questa fase conviene alternare giorni dedicati alla prima prova, giorni dedicati alla seconda prova e giorni dedicati all’orale. Per esempio, uno studente può lavorare il lunedì sulla scrittura, il martedì sulla materia d’indirizzo, il mercoledì sull’orale e così via. La rotazione aiuta a non perdere continuità e impedisce di arrivare a giugno con una prova molto preparata e le altre trascurate.
Settimane 5-6: simulazione e rifinitura
Le ultime due settimane devono essere dedicate alle simulazioni. Questo non significa studiare meno, ma studiare in modo più simile all’esame. La memoria, da sola, non basta: bisogna abituarsi a gestire tempo, ansia, consegne e imprevisti.
Il piano ideale prevede:
- almeno 2 simulazioni complete di prima prova;
- almeno 2 simulazioni complete o parziali di seconda prova;
- 3-4 simulazioni di colloquio orale;
- ripasso mirato degli errori più frequenti;
- riduzione progressiva del carico negli ultimi giorni.
Negli ultimi giorni prima del 18 giugno non consigliamo di aprire nuovi argomenti complessi. È meglio consolidare ciò che si sa, ripetere i collegamenti, rivedere formule, autori, testi, procedure e allenarsi a mantenere lucidità.
Come preparare la prima prova della Maturità 2026
La prima prova è comune a tutti gli indirizzi e mette alla prova la capacità di comprendere, argomentare e scrivere in modo chiaro. Molti studenti la sottovalutano perché pensano che “basti saper scrivere”. In realtà la prima prova richiede metodo, struttura e allenamento.
Per prepararla bene bisogna lavorare su tre competenze: analisi del testo, argomentazione e gestione della scaletta. Prima di scrivere, lo studente deve imparare a leggere la consegna, individuare il tipo di traccia e costruire una struttura ordinata.
Un metodo efficace è questo:
- leggere tutte le tracce senza scegliere subito;
- individuare quella su cui si hanno più idee e riferimenti;
- costruire una scaletta prima di iniziare;
- scrivere introduzione, sviluppo e conclusione in modo proporzionato;
- rileggere correggendo lessico, punteggiatura e coerenza.
La prima prova non premia il testo più lungo, ma quello più chiaro. Un elaborato efficace deve avere un’idea centrale, paragrafi ben collegati e un linguaggio adatto. Per questo, nella nostra preparazione alla prima prova di Maturità, lavoriamo molto sulla capacità di organizzare il pensiero prima ancora della scrittura.
Come preparare la seconda prova della Maturità 2026
La seconda prova è quella che spaventa di più perché cambia in base all’indirizzo e pesa molto sulla percezione complessiva dell’esame. Il MIM ha pubblicato le discipline della seconda prova: tra le principali, Latino per il Classico e Matematica per lo Scientifico, anche nell’opzione Scienze applicate e nella sezione a indirizzo sportivo.
Preparare la seconda prova significa allenarsi sulla materia, ma anche sul formato. Non basta “sapere Latino” o “sapere Matematica”: bisogna saper affrontare una prova ministeriale con tempi, consegne e criteri di valutazione precisi.
Se la seconda prova è Latino al Classico
er Latino, il lavoro deve partire dalla traduzione. Ripassare regole grammaticali è utile, ma diventa efficace solo se viene applicato a testi reali. Lo studente deve riconoscere costrutti, subordinate, lessico ricorrente e struttura del periodo.
Il piano migliore prevede:
- traduzioni frequenti, anche brevi;
- analisi degli errori grammaticali ricorrenti;
- ripasso mirato di sintassi del periodo;
- attenzione al contesto storico-letterario;
- esercizi di resa italiana chiara e corretta.
Una traduzione buona non è solo “letterale”. Deve rispettare il testo latino, ma anche risultare comprensibile in italiano. Per questo può essere utile lavorare con un docente esperto attraverso le nostre ripetizioni di Latino online, soprattutto se lo studente ha difficoltà nella sintassi o tende a bloccarsi davanti ai periodi complessi.
Se la seconda prova è Matematica allo Scientifico
Per Matematica, il rischio più grande è ripassare teoria senza esercitarsi abbastanza. In vista della Maturità, bisogna invece lavorare su problemi, quesiti, funzioni, derivate, integrali, geometria analitica e ragionamento logico.
Lo studio deve essere operativo. Ogni argomento dovrebbe essere affrontato con una sequenza precisa: ripasso della regola, esercizio guidato, esercizio autonomo, correzione dell’errore. Solo così lo studente capisce se ha davvero acquisito il procedimento.
Per preparare Matematica consigliamo di:
- creare un formulario personale;
- rifare esercizi svolti in classe e simulazioni;
- segnare gli errori in un quaderno dedicato;
- allenarsi a spiegare i passaggi;
- simulare problemi con tempo limitato.
La seconda prova di Matematica non valuta solo il risultato finale, ma anche il percorso. Mostrare passaggi ordinati, motivare le scelte e controllare i calcoli può fare la differenza. Nei nostri percorsi di ripetizioni di Matematica, lavoriamo proprio su metodo, autonomia e gestione della prova.
Come preparare l’orale della Maturità 2026
L’orale non si prepara imparando discorsi a memoria. Si prepara costruendo collegamenti, allenando l’esposizione e imparando a rispondere anche quando la domanda non è quella prevista. Il colloquio serve a mostrare maturità, consapevolezza e capacità di collegare le discipline.
Il primo passo è individuare alcuni nuclei tematici forti. Non devono essere troppi e non devono essere forzati. Meglio pochi collegamenti ben spiegati che una rete enorme di riferimenti superficiali.
Un buon percorso per l’orale include:
- scelta di macrotemi interdisciplinari;
- ripasso degli argomenti collegabili;
- allenamento ad alta voce;
- simulazioni con domande impreviste;
- cura dell’educazione civica e del PCTO.
L’esposizione orale va provata davvero. Leggere gli appunti in silenzio non basta, perché parlare davanti a una commissione richiede ritmo, chiarezza e controllo emotivo. Uno studente preparato deve saper iniziare, sviluppare un ragionamento e chiudere senza perdersi.
Errori da evitare quando ci si prepara alla Maturità 2026
A maggio molti studenti aumentano le ore di studio, ma non sempre migliorano i risultati. Il problema non è solo quanto si studia, ma come si studia. Una preparazione disordinata può aumentare ansia e confusione.
Gli errori più comuni sono:
- iniziare ogni giorno da una materia diversa senza piano;
- leggere passivamente senza fare esercizi;
- rimandare la seconda prova perché fa paura;
- preparare l’orale solo negli ultimi giorni;
- studiare fino a notte fonda perdendo lucidità;
- non correggere gli errori delle simulazioni.
L’errore più pericoloso è confondere il ripasso con la preparazione. Ripassare significa rivedere contenuti già studiati; prepararsi alla Maturità significa saperli usare nelle prove. Per questo ogni settimana dovrebbe contenere almeno una verifica concreta: una traccia scritta, una traduzione, un problema, una simulazione orale o una spiegazione ad alta voce.
Quando serve un tutor per la Maturità
Un tutor serve quando lo studente non riesce a trasformare lo studio in risultati. Non è necessario aspettare di essere in grave difficoltà. Anzi, a maggio il supporto più utile è spesso quello strategico: organizzare il tempo, individuare le priorità, correggere gli errori e mantenere continuità.
Un tutor può essere utile quando:
- lo studente studia molto ma rende poco;
- c’è una lacuna importante nella materia di seconda prova;
- l’ansia blocca simulazioni e interrogazioni;
- manca un piano settimanale realistico;
- l’orale è confuso e pieno di collegamenti deboli.
Con la preparazione Maturità online con Mentor, seguiamo lo studente in modo personalizzato: analizziamo il livello di partenza, costruiamo un piano sulle settimane disponibili e lavoriamo sulle prove più critiche. L’obiettivo non è aggiungere altro carico, ma rendere lo studio più efficace.
Piano pratico settimanale per prepararsi alla Maturità 2026
Un piano sostenibile può prevedere 5 giorni di studio intenso, 1 giorno di ripasso leggero e 1 momento di recupero. Non tutti gli studenti hanno lo stesso ritmo, ma la struttura può essere adattata.
Ecco un esempio pratico:
- Lunedì: prima prova e scrittura;
- Martedì: seconda prova, teoria ed esercizi;
- Mercoledì: orale e collegamenti interdisciplinari;
- Giovedì: seconda prova con simulazione parziale;
- Venerdì: ripasso materie del colloquio;
- Sabato: simulazione o correzione errori;
- Domenica: ripasso leggero e organizzazione della settimana.
Questo schema funziona perché alterna produzione scritta, esercizio tecnico ed esposizione orale. La Maturità non è un’interrogazione più lunga: è un esame con prove diverse, e ogni prova richiede un allenamento specifico.
FAQ sul come prepararsi alla Maturità 2026
Quanto tempo bisogna studiare al giorno per prepararsi alla Maturità 2026?
Nelle ultime 6 settimane non esiste un numero valido per tutti, ma in genere servono blocchi di studio regolari e ben distribuiti. Per molti studenti possono bastare 4-5 ore al giorno se sono concentrate, organizzate e accompagnate da esercizi reali. Studiare 8 ore senza metodo, invece, spesso porta solo stanchezza.
La cosa più importante è dividere la giornata in blocchi. Un blocco può essere dedicato alla seconda prova, uno alla prima prova e uno all’orale. Ogni blocco dovrebbe avere un obiettivo misurabile: completare una traccia, risolvere un certo numero di esercizi, ripetere un percorso orale o correggere una simulazione.
Come prepararsi alla Maturità 2026 se si parte in ritardo?
Se si parte in ritardo, bisogna evitare il panico e lavorare per priorità. Non ha senso cercare di recuperare tutto nello stesso momento. La prima cosa da fare è individuare le materie più importanti per l’esame, soprattutto la seconda prova e le discipline del colloquio.
Poi bisogna costruire un piano breve, con obiettivi settimanali. In questi casi consigliamo di partire dagli argomenti più frequenti, dalle prove degli anni precedenti e dagli errori che si ripetono. Un supporto esterno può fare la differenza, perché aiuta a scegliere cosa studiare prima e cosa lasciare come ripasso secondario.
Come si prepara la prima prova di Italiano?
La prima prova si prepara scrivendo, non solo leggendo. È utile ripassare le tipologie, ma l’allenamento vero consiste nel produrre testi completi, correggerli e capire dove migliorare. Uno studente dovrebbe esercitarsi su analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità, imparando a scegliere la traccia più adatta alle proprie competenze.
La scaletta è fondamentale. Prima di scrivere bisogna organizzare tesi, argomenti, esempi e conclusione. Un testo ben strutturato comunica sicurezza e rende più facile anche la revisione finale.
Come preparare la seconda prova di Matematica allo Scientifico?
Per Matematica bisogna alternare teoria ed esercizi. La teoria serve a capire formule e procedimenti, ma la prova richiede capacità applicativa. Per questo consigliamo di lavorare su problemi e quesiti, segnando ogni errore in modo ordinato.
Il quaderno degli errori è uno strumento molto utile. Ogni volta che si sbaglia un esercizio, bisogna indicare il motivo: formula dimenticata, calcolo errato, interpretazione sbagliata della consegna, passaggio logico non chiaro. Dopo qualche giorno, rileggere questi errori aiuta a non ripeterli.
Come preparare la seconda prova di Latino al Classico?
Per Latino bisogna tradurre con continuità. Il ripasso della grammatica è importante, ma deve essere collegato ai testi. Ogni traduzione dovrebbe essere corretta con attenzione, individuando costrutti, subordinate, casi, tempi verbali e scelte lessicali.
Un altro aspetto importante è la resa in italiano. Una versione non deve essere solo tecnicamente corretta, ma anche leggibile. Allenarsi a riformulare bene il testo aiuta a migliorare il risultato finale e a mostrare una comprensione più profonda.
Quando conviene iniziare un percorso con un tutor?
Conviene iniziare appena lo studente sente che il tempo non è più gestibile da solo. A maggio, anche poche settimane di lavoro mirato possono aiutare molto, soprattutto se il tutor interviene su metodo, seconda prova e simulazioni.
Il tutor non sostituisce lo studio personale, ma lo rende più efficace. Aiuta a capire dove concentrare energie, come correggere gli errori e come arrivare all’esame con una strategia chiara.
Prepararsi alla Maturità 2026 con Mentor
La Maturità 2026 è vicina, ma non è troppo tardi per cambiare ritmo. Con un metodo chiaro, un piano realistico e un allenamento costante, le ultime settimane possono diventare decisive.
Con Mentor aiutiamo studenti e famiglie a preparare prima prova, seconda prova e orale con lezioni online personalizzate, tutor qualificati e un piano costruito sulle esigenze reali dello studente.
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